5 maggio 2018, ore 17:00
«Sante e monasteri: presenze femminili nell’arte delle comunità benedettine»
Giordana Mariani Canova

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L’ECO DI BERGAMO

SABATO 5 MAGGIO 2018

Sante e monasteri: le donne nell’arte dei benedettini

 

 Oggi alle 17 la conferenza della professoressa Giordana Mariani Canova a Santa Grata, in via Arena

Secondo la tradizione, fin dagli inizi la spiritualità benedettina si sarebbe declinata anche al femminile: poco dopo che Benedetto da Norcia si era stabilito a Montecassino, ad alcuni chilometri di distanza Scolastica – sorella gemella di lui – avrebbe dato vita a una comunità insieme ad altre donne consacrate. Alla sua morte, poi, il corpo di Scolastica sarebbe stato deposto nella stessa sepoltura che Benedetto aveva fatto preparare per sé: «Avvenne così – commenta Gregorio Magno – che neppure la tomba poté separare quelle due anime, la cui mente era stata un’anima sola in Dio». Avrà per titolo «Sante e monasteri: presenze femminili nell’arte delle comunità benedettine» la conferenza che Giordana Mariani Canova, già ordinario di Storia della miniatura e di Storia dell’arte medievale all’Università di Padova, terrà oggi alle 17 a Santa Grata, in via Arena, in Città Alta; l’incontro rientra in una serie di eventi promossi per celebrare il bicentenario del «ripristino» di Santa Grata in Columnellis, avvenuto nel 1817, dopo che il monastero era stato vittima delle soppressioni napoleoniche. «Nella mia relazione – anticipa la professoressa Mariani Canova –, prenderò in esame le figure di alcune sante e beate dell’Ordine di san Benedetto, proiettando le immagini di dipinti, miniature e sculture che le ritraggono. Si trattava perlopiù di donne di alto lignaggio: in epoca medievale, succedeva spesso che le ragazze di famiglia nobile venissero affidate ai monasteri benedettini perché vi ricevessero un’istruzione, e alcune di loro in seguito prendevano l’abito religioso». Per esempio, badessa benedettina e fondatrice di due monasteri nella valle del Reno, in Germania, fu Ildegarde di Bingen (1098-1179), proclamata Dottore della Chiesa da Benedetto XVI: «Ildegarde era una veggente, una compositrice e una grande studiosa di scienze naturali – spiega Giordana Mariani Canova -; inventò tra l’altro una “lingua ignota”, per cui è stata poi riconosciuta come patrona degli esperantisti. Nel corso della mia conferenza in Santa Grata, mostrerò anche le miniature di un bellissimo manoscritto conservato nella Biblioteca Statale di Lucca, in cui sono rappresentati i contenuti delle visioni mistiche di Ildegarde».

GIULIO BROTTI

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